| News |
 |
| Meetings |
"VIRTUALIZZAZIONE" al servizio del "business" aziendale - Sede TEAM SOFTWARE (Modena)
MARTEDI' 25 MAGGIO 2010 - Ore 15.00
Le Aziende adottano spesso soluzioni informatiche che comportano l'utilizzo di numerosi server e apparati ad essi complementari: ognuno di essi è utilizzato per gestire funzioni specializzate attraverso sistemi operativi e software applicativi, anche diversi tra loro.
Per facilitare e risparmiare sulla gestione del sistema informativo aziendale, è possibile ricorrere alla tecnica della virtualizzazione degli apparati: questa tecnologia comune nei sistemi "mainframe", è oggi disponibile e affidabile anche per il mondo Intel e system-i, consentendo una gestione ottimizzata della infrastruttura informatica di un'azienda, nonché un sensibile risparmio delle spese generali di gestione e manutenzione.
La virtualizzazione permette di unificare più server fisici in un unico server principale, trasformandoli quindi in "virtuali", con la prerogativa che vengono eseguiti come processi separati nella stessa macchina.
TEAM SOFTWARE offre soluzioni di virtualizzazione per consentire alle Aziende di gestire al meglio la propria infrastruttura di informatica e di rete. Le soluzioni vengono studiate su misura in base alle esigenze ed alle dotazioni tecnologiche del cliente, permettendodi virtualizzare apparati già esistenti, creando una struttura che possa gestire la dotazione presente e che sia, nello stesso tempo, funzionale e prestrutturata per ulteriori implementazioni che si potrebbero presentare in futuro.
Nell'occasione saranno illustrate le caratteristiche di gestione del nuovo server Blade IBM recentemente installato per tutte le attività TEAM SOFTWARE, dotato di una lama Power-i (AS/400) e 2 lame Intel , dove sono stati virtualizzati diversi servers System-i, Windows e Linux
|
|
|
GIPROS: un software che si sa adattare
A distanza di 20 anni dall’annuncio al mercato, GIPROS continua a sostenere con soddisfazione il business di più di 550 aziende italiane appartenenti a differenti settori industriali.
Oltre alla solidità dell’esperienza e alla flessibilità, GIPROS offre una copertura funzionale completa volta all’efficientamento dei processi e alla riduzione dei costi. La sua struttura a moduli integrati consente una totale scalabilità e la possibilità di attivare un dominio funzionale solo al manifestarsi dell’esigenza.
La forza di GIPROS è racchiusa nella capacità di capitalizzare l’esperienza acquisita in 2 decenni di successi, ma soprattutto nel vitale orientamento all’innovazione, unica via per rispondere in maniera efficace alle esigenze di un mercato sempre in evoluzione.
GIPROS è in costante rinnovamento. Lo sviluppo prende la forma di nuovi moduli che lo rendono un prodotto completo e sempre attuale, ma anche di un cumulativo di funzionalità nuove e miglioramenti di quelle attuali, rilasciato ogni anno gratuitamente ai clienti GIPROS per i quali l’innovazione diviene un servizio aggiuntivo al prodotto.
TEAM SOFTWARE installa e supporta GIPROS in Emilia Romagna dal 1993
vai al sito >>
|
 |
Innovazione e competitività nello SMART BUSINESS IBM
Smart Business è il Progetto IBM a favore delle piccole imprese italiane per fare propri i vantaggi dell’IT attraverso un modo più semplice e intelligente di accedere, rendere operative e gestire le più efficienti applicazioni di business.
Il Gruppo Infracom, anche grazie a Panthera ERPII, da sempre promuove l’idea alla base dell’iniziativa Smart Business IBM, ovvero un approccio semplice alla tecnologia per renderla quanto più possibile alla portata delle piccole e medie imprese, e trasformare l’ICT in una fonte di reale vantaggio competitivo. Ridurre la complessità, migliorare i processi e mantenere il controllo sono le parole chiave con cui da sempre Infracom si propone alle imprese italiane. In Smart Business di IBM il Gruppo Infracom ha trovato un modello comune per promuovere la vera innovazione.
Nato nel 2008 come Progetto strategico IBM negli U.S. e in India, Smart Business è stato quest’anno esteso all’Italia - prescelta come paese pilota a livello EMEA - per la connotazione del suo tessuto economico-produttivo, caratterizzato dalla prevalenza di piccole e medie imprese.
IBM Italia ha quindi selezionato una rosa molto ristretta di ISV (Independent Software Vendor) a livello nazionale, in grado di offrire delle soluzioni innovative e di assoluta affidabilità nel panorama applicativo italiano, basate sulla piattaforma tecnologica System i Power6.
Tra questi, ha scelto Panthera ERP, riconoscendo ancora una volta il valore dell’unicità e qualità della soluzione (l’unica nel panorama del SW gestionale italiano ad essere sviluppata nativamente in Java, insieme alle ACG Vision4) rispetto ad altri prodotti del medesimo comparto IT che, unitamente alla pluriennale e consolidata esperienza di Thera, lo rendono la soluzione per eccellenza per le PMI italiane.
IBM Smart Business propone Panthera ERP nell’ambito di una soluzione completa, con un rapporto qualità/prezzo incredibilmente vantaggioso, che comprende applicazioni, infrastrutture e servizi, subito pronta e facile da utilizzare.
Smart Business si articola in tre componenti principali: lo Smart Market, un portale dove è possibile visionare Panthera, i suoi moduli e le caratteristiche ed i prezzi (con formule di finanziamento o locazione molto vantaggiose), lo Smart Cube, un server progettato per integrare nativamente sistema operativo, middleware e software applicativo, e lo Smart Desk, un servizio di assistenza innovativo e completamente integrato.
Già disponibile su Smart Market dal 21 novembre, con una soluzione verticale per il mondo dell’industria, Panthera ERP presenterà a breve tre nuovi verticali dedicate ai settori commercio, servizi e noleggi.

vai al sito >>
|
 |
Il Club ACG diventa ISA
IL Club ACG, l'associazione dei principali Business Partners IBM che installano ACG, dopo 20 anni di attività, si evolve: il 19 Marzo 2009, venti Società hanno costituito il Consorzio I.S.A. (Italian Software Academy), per affrontare in modo più efficace e competente le sfide del mercato ICT.
La nuova struttura si propone agli operatiori e al mercato come partner di riferimento per la nuova versione ACG Vision4, la soluzione ERP multipiattaforma di IBM scritta in JAVA e basata su standard tecnologici evoluti (SOA, Web 2.0, Ajax)
vai al sito >>
|
 |
IBM ACG Vision4
Un sistema gestionale completamente nuovo, dedicato alle PMI
Oggi le piccole e medie imprese devono affrontare grandi cambiamenti, sempre meno prevedibili e sempre più rapidi. I modelli di business devono evolversi di conseguenza: non solo per la competitività dell'azienda, ma per la sua stessa sopravvivenza. Ecco perché l'IT - in particolare il sistema gestionale, fulcro di ogni attività - ha un ruolo chiave: è il supporto strategico che permette di ottenere la flessibilità necessaria.
Ed è proprio da queste premesse che nascono le ACG Vision4.
Affidabilità presente e futura, per un investimento protetto.
All'esperienza ultraventennale di un ERP leader, con funzionalità collaudate da circa 5.500 aziende italiane, le ACG Vision4 uniscono le tecnologie più avanzate, i più importanti standard di mercato e un investimento costante da parte di IBM, che continua ad impegnarsi per il loro aggiornamento.
Forniscono così una base affidabile per i processi di business di oggi come per quelli di domani: un punto di partenza sicuro per l'evoluzione, un investimento che manterrà il suo valore nel tempo.
Un ERP più facile, flessibile e accessibile che mai.
Oltre a essere soluzioni multipiattaforma, le ACG Vision4 offrono:
* processi automatizzati: per ridurre i costi, diminuire gli eventuali errori, gestire tutti i processi da un unico e semplice punto di controllo;
* interfaccia semplice e accessibile via browser: un ambiente grafico personalizzabile e sempre accessibile, per un utilizzo più facile e produttivo;
* piena apertura verso applicazioni e dati interni ed esterni: per risparmiare tempo e risorse ed eliminare la necessità di installare applicazioni esterne, migliorando la sicurezza;
* arricchimenti come Web Services, portale, Business Intelligence, per stare al passo con le evoluzioni presenti e future;
* riduzione dei costi di attivazione e gestione: IBM® può fornire in un'unica soluzione tutto quel che serve (applicazione, data base, internet server e hardware).
vai al sito >>
|
 |
Investimenti in ICT nel mondo, motore per l'economia in ogni settore
Fare comparazioni tra lo sviluppo tecnologico delle nazioni non è semplice. Gli indici sono rappresentazioni sintetiche e possono essere fuorvianti, al contrario le “visioni” su come dovrebbe essere il futuro affascinano ma non semplificano l'analisi, perché opportunità e scelte sono frutto di variabili non sempre condivise da territori differenti.
Finanziare ed organizzare l'innovazione, cioè dare importanza centrale all'aspetto economico, ma per la riuscita dei progetti è richiesta una gestione manageriale. Ma a muovere tutto, ad aprire a nuovi scenari, è necessaria una visione del futuro che accetti di rischiare in settori di assoluta novità o ancora non sviluppati del tutto. Quando sono i governi nazionali ad imprimere queste dinamiche, a beneficiarne a cascata sono una moltitudine di realtà industriali, dalle più grandi, che gestiranno servizi e infrastrutture di peso, fino ad arrivare alle industrie di dimensioni medie e piccole, che riceveranno commesse all'interno di un quadro di rinnovamento generale.
Spesso con ragione, si dice che l'estero è più avanzato dell'Italia. In realtà anche da noi esistono eccellenze, quindi raccontare case history aiuta a mettere sulla bilancia vari sviluppi locali e trarne delle lezioni. E quello che è avvenuto oggi al forum sull'innovazione per mezzo delle presentazioni condotte dagli analisti di IDC, che hanno raccontato storie di successo in Italia, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Austria e Singapore. Un elemento comune a tutte queste realtà nazionali è la ricerca di un miglioramento della qualità della vita generalizzato, grazie all'inclusione del cittadino nel percorso di scelta della misure da adottate, nonché una maggiore efficienza e razionalizzazione delle stesse strutture istituzionali. Facciamo quindi una panoramica di questi mutamenti.
In Italia il progetto più ambizioso per rimodernare il paese è la serie di 80 interventi racchiusi sotto la sigla eGov 2012 e operanti nella direzione di 27 obiettivi. Punti focali sono il miglioramento dell'amministrazione statale e locale, un ampliamento della connettività delle strutture, una maggiore internazionalizzazione, fino ad arrivare a forme di certificazione elettronica (si veda in seguito il caso dell'Austria) e ad una cospicua dematerializzazione della documentazione prodotta dalla burocrazia.
Diverso il caso della città-stato di Singapore, in cui il processo di innovazione tecnologico attuale è il punto di arrivo di un processo (un “viaggio”) promosso dall'Agenzia per lo sviluppo dell'informazione e della comunicazione (iDA), iniziato oltre 25 anni fa e sviluppato secondo una road-map di archi temporali predefiniti, con obiettivi che appaiono in largo anticipo rispetto ai tempi europei. Sinteticamente: dal 1980 al 1984 si è mirato ad una diffusione del personal computer, dal 1986 al 1991 si è definito un piano di IT nazionale per lo sviluppo di una cultura informatica diffusa, sia nella società che nell'industria (così renderla reticolare). Negli otto anni compresi tra il 1992 e il 2000 la direzione seguita è stata quella di una penetrazione pervasiva della connettività e il rafforzando della legislazione sulla proprietà intellettuale. Infine nel tempo intercorso tra il 2003 e il 2006 Singapore ha raggiunto lo status di Città Connessa. L'obiettivo futuro per il 2015 è la Nazione Intelligente (iN2015) per competere da leader sul mercato globale, grazie ad un pieno sviluppo tecnologico. Tutto questo percorso risulta un potente driver per ogni azione di innovazione locale, che deve esser allineata con le politiche nazionali, nella visione di un processo olistico. E appare corretto e lungimirante lo slogan “Progettare iN2015, significa pensare la Singapore del 2050”
Un punto di vista sull'utilità degli investimenti ICT è quello dato dai servizi gestiti dai Shared Center nel Regno Unito e in Canada, per ottenere servizi al cittadino semplificati e unificati a livello nazionale. Questo si basa sul raggiungimento di una piena interoperabilità dei sistemi informatici esistenti e lo sviluppo di una cultura diffusa in ambito ICT, per la fruizione ma anche la creazione di questi servizi. Inoltre scoprire alcuni modelli di gestione dei processi dell'amministrazione pubblica, può portare ad una loro “esportazione” in altre nazioni. L'offerta di questi servizi viene recepita se.
In Austria è stata introdotta dal 2004 una carta dei servizi digitali, sviluppata in partnership dal Centro per l'innovazione dell'eGovernment (EGIZ) e l'università di Graz, in conformità all'attuazione del progetto pilota europeo STORK per la gestione elettronica dell'identità. La card offre la possibilità di gestire tutti i dati relativi alla persona, compreso la stampa di documenti ufficiali; l'archiviazione è basata sul chip presente sulla card, che in futuro verrà eliminato a favore del salvataggio remoto dei dati, processo già avviato grazie alla gestione di molte informazioni via web (che vengo poi caricate sulla carta). Già nel 2006 questa modalità di gestione delle informazioni personali veniva utilizzato attivamente da oltre 1milione di cittadini austriaci, segno di una competenza ICT diffusa.
Infine il caso degli Stati Uniti, da sempre all'avanguardia nello sviluppo tecnologico. Le ultime elezioni hanno mostrato la potenzialità dei mezzi di comunicazione digitale (aspetto strategico nella stessa campagna elettorale di Barack Obama) e la volontà di seguire un processo di incessante rinnovamento nazionale, per cavalcare coscientemente l'era digitale.
Per la nuova amministrazione fare innovazione digitale significa anche creare nuove vie di confronto democratico con la popolazione, il rispetto della libertà di espressione attraverso una rete ad accesso aperto e contemporaneamente il rispetto della privacy. Per dichiararsi pienamente digitali, gli Stati Uniti dovranno superare il digital divide tecnologico che colpisce ancora molta parte della popolazione, investendo in infrastrutture che offrano una connettività broadband di ultima generazione.
Una serie di innovazioni che si stima costeranno allo stato investimenti per circa 780 miliardi di dollari, di cui molti dovuti al reinvestimento del gettito fiscale. Questi investimenti hanno l'obiettivo implicito di rendere pienamente fruibili settori fondamentali della vita cittadina, come il sistema scolastico o quello sanitario.
In ogni caso elencato si genera una spirale virtuosa, dove le aziende di ogni dimensione, produttrici di beni e servizi, torneranno ad avere commesse importanti. Perché investire nell'ammodernamento del paese, significa anche rilanciare l'economia ad ogni livello.
Marco Lanza - 25 marzo 2009 - Il Sole 24 Ore
|
 |
Nuovo Club per le ACG IBM
Le Acg, le applicazioni gestionali di Ibm, sono state rinnovate all'insegna di Java e delle Soa (Service Oriented Architecture) e per seguirne meglio gli sviluppi è cambiato anche il ruolo e l'identità del club che le promuove.
Nato nel 1990 come un gruppo spontaneo di tredici società, oggi il Club Acg è diventato una società di capitale (Società Consortile a Responsabilità Limitata) formata da ventuno aziende.
Ha l'obiettivo di diventare un competence center per clienti e operatori del settore e di contribuire allo sviluppo dei nuovi rilasci della piattaforma in collaborazione con IBM (continua....)
vai al sito >>
|
 |
Mondo IBM, il club ACG diventa società di capitale
Proseguono le novità nel mondo ACG, le applicazioni contabili gestionali di IBM nate in Italia per la storica piattaforma AS/400. Dopo l'annuncio della nuova versione Vision4, e la celebrazione del ventesimo compleanno lo scorso 20 maggio, anche il canale dei partner registra un'evoluzione, con la costituzione in società di capitale del Club ACG.
Si tratta di uno dei principali raggruppamenti appunto nell'ambito degli specialisti di soluzioni ACG, fondato nel 1990 da 13 operatori e ora diventato SCRL (società consortile a responsabilità limitata) formata da 21 aziende (continua...)
vai al sito >>
|
 |
Le Soluzioni di Gestione Elettronica Documentale
LE EVIDENZE STATISTICHE
80-85% delle Informazioni Aziendali risiedono in documenti cartacei
Le Aziende spendono circa 20,00 € in lavoro per archiviare
un documento, 120,00 € per trovare un documento archiviato male e 220,00 € per riprodurre un documento perduto
7.5% dei documenti viene perso, 3% è male archiviato
Inoltre il risultato di una ricerca di mercato condotta da Gartner Group evidenzia come i costi per la gestione documentale di un’azienda incidono fino al 3% del fatturato annuo!
La maggior parte delle persone recupera almeno 10
documenti in un giorno
Ogni persona spende mediamente due giorni al mese
per il recupero dei documenti
Si spende l’ 80% del tempo per creare un documento
Si dedica poi l’ 80% del tempo rimasto per cercarlo
Il 79% degli ICT manager ritiene fondamentale per il
business aziendale sviluppare un sistema di gestione
documentale
COSTI GESTIONE FATTURE>
Il costo per il totale trattamento (dalla produzione alla distruzione) di una fattura cartacea per le imprese europee è stimato tra i 10 e i 50 euro.
In particolare alcuni studi hanno individuato con maggiore precisione che è compreso tra 23 euro (studio Arthur D.Little del 2001) e 27 euro (studio BVA del 2002).
Con una maggiore incidenza del costo in capo al ricevente-cliente
(secondo l’inchiesta condotta dalla BVA il costo è per 2/3 è imputabile al ricevente-cliente e per 1/3 all’emittente-fornitore).
Estratti conto, solleciti, avvisi, lettere:
da 20 centesimi a 2,00 €
Contratti (moduli, compilazione, recapito, controlli, iterazioni in caso di errore, conservazione, reperimento informazioni/documenti, inoltro):
da 3,00 a 10,00 € (e oltre)
Libri e scritture contabili varie (produzione, lavorazioni, conservazione):
da decine a centinaia di Euro (e oltre), in base alle loro dimensioni
N.B. I valori sopra indicati devono essere moltiplicati per la quantità di documenti gestiti dalla Vostra Azienda
vai al sito >>
|
 |
Assinform: «Al made in Italy serve più tecnologia»
Le imprese del made in Italy offrono, da una parte, punte di eccellenza apprezzate nel mondo intero, ma dall'altra parte sono caratterizzate tutte o quasi da dimensioni medio-piccole. Fattori questi che fanno sorgere spontanea la domanda su quali siano le loro esigenze in termini di tecnologie digitali. Una risposta (veri e propri consigli per le aziende del made in Italy) tenta di darla uno studio stilato dalla School of Management del Politecnico di Milano e presentato stamattina a Roma in un convegno organizzato da Assinform. Il rapporto si focalizza su quattro macro-aree applicative: strumenti per l'e-commerce B2C e il marketing digitale; le soluzioni B2B, Scm e e-procurement; soluzioni mobile&wireless; strumenti web 2.0. A detta dei ricercatori, l'e-commerce B2C può essere un elemento di traino per esportare il made in Italy. Prova ne è il trend positivo di vendite fatto registrare dai siti italiani, soprattutto di quelli di abbigliamento, turismo e food&wine. I margini di miglioramento sono ancora importanti, a patto che si superino alcuni ostacoli di natura commerciale e logistica (uno per tutti, il costo delle spedizioni), e di natura legislativa (per esempio, le licenze di vendita). L'e-commerce può avere anche un benefico effetto se lo si usa come complemento dei canali tradizionali per migliorare il Crm. Si pensi alla grande distribuzione che affianca al punto vendita il canale web, e agli operatori specializzati nella vendita a distanza (via catalogo, tv, telefono, ..). Per quel che riguarda il marketing digitale, il rapporto sottolinea i vantaggi di una maggiore rapidità di contatto col cliente, la riduzione dei costi per contatto, la possibilità di misurare in modo efficace i risultati dell'azione promozionale, la possibilità di "targettizzare" l'audience delle campagne. Da sottolineare, l'emergere nelle strategie di marketing online di strumenti web 2.0, come blog, wiki e sistemi di real simple syndication.
La gestione delle interazioni B2B porta a una piena integrazione e collaborazione di filiera. In questa direzione vanno i sistemi di eSupply chain e di eProcurement. Per la supply chain, due i principali benefici: riduzione della onerosità e dei costi di delle attività che stano sull'interfaccia cliente-fornitore, la possibilità per il manager di lavorare in un'ottica di azienda estesa. La diffusione dell'eprocurement consente di automatizzare gran parte delle attività operative e di routine, consentendo ai buyer di concentrarsi sulle attività più strategiche (lo scouting dei fornitori, l'interazione coi fornitori, ecc.). I vantaggi dell'integrazione cliente-fornitore sono molti, tra l'altro una riduzione del costo del ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento che va da 25 a 60 euro per ordine o fattura, a seconda del settore di attività. Il rapporto ricorda anche i vantaggi derivanti dalla fattura elettronica, che con la finanziaria 2008 diventa obbligatoria nelle transazioni con la PA.
La mobilità prende piede anche nel made in Italy. Ottime le performance dei sistemi di Sfa (sales force automation) che possono portare a una forte diminuzione dei tempi di verifica degli ordini, e dei tempi spesi dagli operatori del customer service per l'interazione con agenti e clienti. Tra i benefici tangibili, l'aumento della capacità di pianificazione e controllo. A chi, come il made in Italy, è sempre alle prese con la contraffazione del marchio, può essere utile la tecnologia Rfid, che riesce a identificare e "tracciare" in modo univoco e immediato ogni oggetto prodotto e venduto su tutta la filiera. La Rfid serve, oltre che per l'anticontraffazione, alla certificazione della qualità e per nuove modalità di marketing. Grandi le potenzialità, ancora inespresse, del mobile marketing, in particolare su rete cellulare, anche se non mancano sperimentazioni su rete Dvb-h e Bluetooth. Infine, il web 2.0, che comincia seppur timidamente a entrare nelle aziende italiane: dal social networking alla conoscenza in rete, dalla collaborazione, alla riconfigurabilità adattativa, dalla mobilità globale, alla cosiddetta "appartenenza aperta".
A livello di numeri (elaborati da Netconsulting), particolarmente attivi per domanda It i settori alimentare, abbigliamento, arredamento, automazione meccanica. Più delle altre, attive le medie imprese, la cui domanda di It nel 2007 è cresciuta dell'1,9% contro l'1,7% delle grandi, mentre nel 2008 queste percentuali dovrebbero essere rispettivamente l'1,8% contro l'1,4%. Dinamica positiva anche per le piccole aziende, che nel 2008 dovrebbero registrare un più 0,9% contro lo 0,6% dell'anno scorso. Molto ci si attende dalla spinta propulsiva che verrà dal progetto strategico made in Italy, previsto nell'ambito del progetto Industria 2015.
|
|
 |
 |
 |
 |
|